La causa Ripple SEC XRP entra in una fase che fino a poco tempo fa sembrava lontana: la Securities and Exchange Commission ha accettato di ritirare il proprio ricorso nel caso su XRP, mentre Brad Garlinghouse trasforma l’esito legale in un messaggio politico molto più ampio. Per il CEO di Ripple, l’“Anti-Crypto Army” è stata sconfitta “dai tribunali, dagli elettori e da Trump”.
Il passaggio pesa oltre il singolo contenzioso. Dopo più di quattro anni di scontro, il caso che più di ogni altro ha incarnato la frizione tra Washington e il settore crypto si avvia verso una chiusura con effetti immediati su Ripple, ma anche con implicazioni evidenti sul dibattito normativo negli Stati Uniti.
Garlinghouse non si è limitato a celebrare il risultato. Ha sostenuto che attaccare i digital assets “non ha mai avuto senso sul piano politico, legale o di policy”, collegando la battaglia giudiziaria a un cambio di clima più vasto, dentro le istituzioni e fuori.
Summary
Garlinghouse: l’“Anti-Crypto Army” è stata sconfittaLa SEC ritira il ricorso sul caso XRPLa sentenza del 2023 e il peso sul mercatoRevoca dell’ingiunzione Ripple e conseguenze operativeTrump, il voto del 2024 e la nuova narrativa crypto a WashingtonCLARITY Act, la prossima vera battagliaCome cambia il caso Ripple SEC per XRP e per il settore






