Oltre cinque ore chiusi all’interno di un aereo fermo in pista, senza la possibilità di scendere a terra e con l’obbligo di pagare l’acqua in bottiglia per potersi dissetare, in attesa di un decollo ritardato a causa del maltempo e della conseguente congestione dello spazio aereo. È quanto accaduto giovedì 28 maggio a circa 80 passeggeri, tra cittadini italiani e inglesi, a bordo del volo Ryanair in partenza dall’aeroporto di Bergamo Orio al Serio e diretto a Bristol, nel Regno Unito.

La cronaca dell’attesa a Orio al Serio

Come documentato dal Corriere, la tratta aerea era originariamente schedulata per il tardo pomeriggio, con partenza fissata alle 17.15 e atterraggio previsto per le 18.20. La tabella di marcia ha però subito un arresto drastico: passate le ore 22.00, il velivolo si trovava ancora immobile sul piazzale dello scalo lombardo. In questo lasso di tempo, ai viaggiatori non è stato permesso di effettuare lo sbarco e fare ritorno all’interno del terminal.

Le testimonianze dei passeggeri

Il quotidiano ha raccolto le dichiarazioni dei passeggeri in tempo reale, direttamente dalla cabina dell’aeromobile: “Siamo rinchiusi in attesa di capire quando e se partiremo, dal comandante abbiamo ricevuto informazioni con il contagocce”, ha raccontato un passeggero. La decisione di trattenere le persone a bordo è stata motivata dall’equipaggio con ragioni logistiche: “Non ci è stato nemmeno consentito di scendere a terra perché ci è stato detto che l’aeroporto non ha personale che possa prendere in carico la nostra situazione”. Il nervosismo è inevitabilmente salito a causa delle condizioni di attesa: “Ma qui ci sono a bordo bambini e siamo tutti spazientiti e stanchi”, ha proseguito il viaggiatore, sottolineando un ulteriore disservizio legato alle consumazioni di prima necessità: “Per rifocillarci abbiamo dovuto pagare anche l’acqua minerale”.