In base ai dati di monitoraggio raccolti dall'organizzazione, i due Paesi sono stati avvertiti lo scorso anno della possibilità di essere inclusi nella blacklist ma non hanno collaborato alle indagini. In entrambi i casi sono stati segnalati membri dell’esercito, delle forze di sicurezza e dei servizi penitenziari

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Ogni anno le Nazioni Unite pubblicano un elenco composto da Stati, organizzazioni e gruppi non statali che, sulla base dei dati e delle testimonianze raccolte, sono sospettati di essere coinvolti in violenze sessuali sistematiche. Dopo un anno di indagini condotte dalla Relatrice Speciale per le violenze sessuali, Pramila Patten, le forze di sicurezza israeliane e russe sono state ufficialmente inserite nella “lista nera”. I due Paesi, entrambi in guerra da più di tre anni, sono stati avvertiti lo scorso anno di una loro possibile inclusione nella lista e per questo sono stati invitati a collaborare alle indagini prima della presentazione del rapporto finale dall’organizzazione ai membri del Consiglio di sicurezza. In entrambi i casi, i Paesi hanno declinato l'invito.

Su Israele: “Gli autori delle violenze sessuali sono membri dell’esercito, delle forze di sicurezza e dei servizi penitenziari”