Le forze armate israeliane e quelle russe sono state inserite nella lista dei soggetti che secondo l’ONU sono responsabili di violenze sessuali durante i conflitti. La lista viene pubblicata ogni anno in base alle verifiche dell’organizzazione, e raccoglie decine di gruppi legati più o meno direttamente a uno stato e sospettati di compiere violenze sessuali diffuse e sistematiche in paesi in cui sono in corso guerre, come Sudan, Myanmar, Siria o Mali. In base al rapporto dell’ONU, che verrà pubblicato integralmente venerdì, nel 2025 i casi di violenze sessuali nelle zone di conflitto sono aumentati sensibilmente rispetto all’anno precedente; in particolare, hanno continuato a essere documentati abusi sistematici sia nella guerra in Ucraina che nei territori palestinesi occupati.
Il rapporto evidenzia estese violenze sessuali compiute dalle forze di sicurezza russe sia nei territori ucraini occupati sia nel paese stesso, in particolare contro i prigionieri di guerra. Quanto a Israele, ha evidenziato abusi contro 14 uomini, 7 donne, 9 bambini e una bambina nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania, a volte anche «come forma di tortura». Le violenze ricostruite includono stupri di gruppo o compiuti con oggetti, così come percosse sui genitali e l’obbligo di denudarsi o farsi perquisire, a volte senza motivi che sembravano giustificarlo.










