L'inclusione nell'elenco in relazione alle accuse dei prigionieri. Ira Tel Aviv, 'congelate' le relazioni con Guterres: "Chiesto di inviarci denunce, mai ricevute. E' mossa politica"

Le forze di sicurezza israeliane e russe sono state aggiunte a una lista nera delle Nazioni Unite sulla violenza sessuale nei conflitti, in particolare in relazione alle accuse formulate dai prigionieri. E' quanto emerge da un rapporto visionato giovedì dall’Afp.

Lo scorso agosto, il segretario generale delle United Nations, Antonio Guterres, aveva avvertito Israele e la Russia della possibile inclusione nella lista, ma "episodi e schemi di violenza sessuale hanno continuato a essere documentati dalle Nazioni Unite" nella guerra in Ucraina e nei territori palestinesi occupati, afferma il rapporto, che sarà inviato a breve ai membri del Consiglio di Sicurezza.

Le accuse a Israele e l'ira di Tel Aviv

Il rapporto spiega che, nonostante gli avvertimenti, agli ispettori delle Nazioni Unite sia stato opposto "un persistente rifiuto di accesso" da parte delle autorità dei due Paesi. Per quanto riguarda Israele, "nel 2025, le caratteristiche delle violenze sessuali contro palestinesi detenuti in Israele e nei territori palestinesi occupati hanno continuato a essere registrate". L’Onu parla nel 2025 di diversi casi di violenze sessuali risalenti al 2023, “anche sotto forma di tortura”, contro 14 uomini, 7 donne, 9 ragazzi e una ragazza nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania. Queste violazioni comprendono stupro con oggetti, stupri di gruppo, violenze fisiche contro i genitali, nudità forzata e perquisizioni corporali "senza apparente motivo di sicurezza". Gli autori di queste violenze sono indicati dall’Onu come membri dell’esercito, delle forze di sicurezza e dei servizi penitenziari israeliani. Israele aveva anticipato la propria inclusione nella lista, denunciando giovedì mattina una decisione "vergognosa e assurda" di Antonio Guterres che metterebbe Israele e Hamas, già presente nella lista, sullo stesso piano.