Mentre l’Unione Europea continua a promuovere la transizione verso la mobilità elettrica, da Bruxelles emerge una vicenda che rischia di alimentare nuove polemiche. Secondo alcune indiscrezioni provenienti dagli ambienti della Commissione Europea, diversi funzionari e membri dei gabinetti dei Commissari avrebbero espresso perplessità sull’utilizzo delle auto elettriche per gli spostamenti istituzionali tra Bruxelles e Strasburgo.

Il motivo non sarebbe ideologico né politico, ma strettamente pratico. I circa 440 chilometri che separano le due sedi principali delle istituzioni europee richiederebbero, in molti casi, una sosta intermedia per la ricarica delle batterie. Una situazione che, secondo le ricostruzioni emerse nelle ultime ore, starebbe generando malumori all’interno della macchina amministrativa europea.

Il viaggio Bruxelles-Strasburgo finisce sotto osservazione

La tratta tra Bruxelles e Strasburgo rappresenta uno degli spostamenti più frequenti per molti rappresentanti delle istituzioni comunitarie. Si tratta di un percorso che, con un’auto tradizionale alimentata a benzina o diesel, può essere completato in circa cinque ore.

Con alcune vetture elettriche, invece, il viaggio richiederebbe una pianificazione più accurata. Secondo le indiscrezioni, diversi conducenti sarebbero costretti a fermarsi in Lussemburgo per effettuare una ricarica intermedia e affrontare senza problemi l’ultima parte del tragitto.