Da Torino a Reggio e fino a Modena, sempre più amministratori con tanto di fascia partecipano alle celebrazioni dei musulmani

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Il legame tra la sinistra e l'Islam è oramai noto, con il Pd che è arrivato a candidare ben sette bengalesi per le elezioni amministrative di Venezia, registrando un flop totale. Ma questo ponte, oramai indissolubile, passa anche attraverso i momenti di preghiera della comunità, l'apertura di nuove moschee, o eventi del calendario mussulmano.L'ultimo caso si è registrato mercoledì, giorno in cui si celebrava la Festa del Sacrificio, per cui le moschee di tutta Italia hanno scelto (e spesso sono stati concessi) spazi all'aperto per decantare i loro sermoni. La festa in questione coincide con il periodo del pellegrinaggio alla Mecca e prevede preghiere comunitarie e, in molti Paesi, il sacrificio rituale di un animale (pecora, montone, capra o bovino). Ma, nonostante l'Italia sia un Paese laico a maggioranza cattolica, ci sono esponenti della sinistra italiana che hanno pensato bene di omaggiare il rituale islamico muniti di fascia tricolore. Questo senza pensare al fatto che l'Islam sia l'unica confessione che non ha firmato un'intesa con lo Stato italiano, come previsto dall'articolo 8 della nostra costituzione. Lo ha fatto il presidente del Consiglio comunale di Reggio Emilia, Matteo Iori, in quota partito Pd, che ha tenuto un discorso dal palchetto antistante i fedeli indossando la fascia.