di

Maurizio Tucci

Tra i temi più ricercati online l’alimentazione (diete) e il disagio psicologico (ansia, depressione, disturbi del sonno…). Sempre più difficile distinguere le informazioni affidabili da quelle «fake»

Internet, social network e Intelligenza artificiale sono diventati parte integrante della vita degli adolescenti tanto che ormai è arcaico ed improprio continuare a parlare di “reale” (riferendosi ai rapporti che si intrattengono attraverso un contatto fisico) e “virtuale” (riferendosi a tutto ciò che avviene in rete). Oggi sono solo un modo diverso di comunicare, ci piaccia o no ormai irreversibile, per cui più che ostinarci a dibattere inutilmente su battaglie di retroguardia in cui si ipotizzano divieti e limitazioni sarebbe utile concentrarci su come fare per limitare i rischi attraverso una adeguata formazione sull’utilizzo corretto di questi strumenti.Uno di questi rischi – importante da considerare in uno spazio che parla di salute – è rappresentato dal fatto che ormai, dalle indagini nazionali annuali realizzate dalla Associazione Laboratorio Adolescenza in collaborazione con l’Istituto di ricerca IARD (su un campione nazionale rappresentativo di oltre 2500 adolescenti della fascia d’età 12-19 anni), emerge che oltre il 70% degli adolescenti afferma di utilizzare Intelligenza artificiale e social per acquisire informazioni riguardo argomenti attinenti alla salute. E Internet, purtroppo, è anche la loro principale fonte di informazione riguardo alla sessualità, alla contraccezione e alla conoscenza del proprio apparato genitale. Un doverosa premessa da fare, prima di commentare questo dato, è che molti contenuti attinenti alla salute proposti dai reel sui principali social network contengono informazioni corrette e per di più proposte con un linguaggio semplice e accattivante, molto più comprensibile ed efficace di quello “gergale” spesso utilizzato dai medici o – per tornare al tema delicato dell’educazione sessuale – di quello “paludato” a cui spesso è costretta la scuola (per non urtare la “sensibilità” dei genitori), in cui seppure si è abbandonato (speriamo) l’esempio dell’impollinazione floreale da parte delle api, si continua a parlare – anche nelle scuole superiori – di educazione all’affettività ad adolescenti che in buona parte hanno già una attività sessuale completa. E mentre dalle indagini Laboratorio Adolescenza-IARD emerge che oltre l’80% degli adolescenti vorrebbe che fosse proprio la scuola a colmare le loro lacune su questi argomenti, per tutta risposta le nuove normative emanate dal Legislatore rendono sempre più complesso, per le scuole, organizzare ed erogare incontri, ovviamente con esperti, che trattino questi argomenti.