di

Cesare Giuzzi

La pericolosità sociale, se accertata, potrebbe servire ai magistrati per motivare un’eventuale richiesta di misura di sicurezza nei confronti del 38enne. Ma l'indagato potrebbe rifiutarsi

La «mossa del cavallo» della Procura di Pavia arriva inaspettata e tagliente. Una consulenza psichiatrica su Andrea Sempio affidata a Roberto Catanesi, docente di psicopatologia forense dell’Università di Bari. Una decisione a sorpresa comunicata dal procuratore Fabio Napoleone nel giorno in cui si sono chiusi i termini per il deposito di consulenze e memorie sul caso Garlasco. Allo psichiatra Catanesi (che si è occupato anche del caso del piccolo Lorys Stival) il compito di analizzare gli scritti e i documenti sequestrati a Sempio in cui il nuovo indagato per il delitto di Chiara Poggi parlava del suo rapporto con le donne, giustificava gli stupri e annotava, come in un diario, le sue «ossessioni» e «fragilità». Il consulente della Procura potrebbe anche sottoporre Sempio a dei colloqui.

Ipotesi alla quale però potrebbe opporsi la sua difesa. Oggi i legali Angela Taccia e Liborio Cataliotti decideranno come agire. Anche nell’ottica di una possibile richiesta di incidente probatorio con, a quel punto, un perito terzo nominato dal giudice. Mossa comunque delicata. La Procura ha motivato la consulenza psichiatrica con la necessità di valutare la capacità di intendere e volere di Sempio al momento dei fatti, quella di stare in giudizio, ma anche «l’eventuale configurabilità di una condizione di pericolosità sociale». Aspetto particolarmente sensibile che potrebbe servire ai magistrati per motivare un’eventuale richiesta di misura di sicurezza nei confronti del 38enne.