Sette gradi di giudizio (tra annullamenti e rinvii), tre ricorsi davanti alla Suprema Corte di Cassazione, tre rinvii alle sezioni della Corte di Appello di Bari. Così una pena in primo grado a 6 anni e 8 mesi «rideterminata» per ben quattro volte, alla fine di un iter processuale durato sette anni, sette mesi e ventotto giorni, è stata ridotta a 2 anni, 4 mesi e 13 giorni di detenzione.
Le tappe del procedimento. Settembre 2019, Felice Calabrese viene arrestato per estorsione aggravata dal metodo mafioso, in danno dei titolari della pizzeria «Da Nicola dal 1986» che poco dopo sono costretti a chiudere.
Luglio 2020 Al termine del giudizio abbreviato, arriva il verdetto di primo grado: 6 anni e 8 mesi di reclusione. Novembre 2021, processo di appello, su ricorso dell’avvocato Nicola Quaranta (partner Studio TMDPLEX), difensore di Calabrese, i giudici della Seconda sezione della Corte di Appello, rideterminano la pena (riconoscendo le circostanze attenuanti) a 5 anni di reclusione.
Febbraio 2023, la Corte di Cassazione annulla la sentenza di appello.
Settembre 2023, nel giudizio di appello bis celebrato dinanzi alla Corte di Appello, i giudici della Terza sezione rideterminano la condanna a 4 anni di reclusione. Giugno 2025, viene accolto il secondo ricorso per Cassazione e di conseguenza i giudici della Suprema Corte annullano la sentenza e rimettono gli atti per il giudizio di appello ter dinanzi alla Prima sezione della Corte di Appello di Bari. All’esito del giudizio di appello ter la pena viene ulteriormente ridotta a 2 anni e 8 mesi. L’avvocato Quaranta si appella per la terza volta ai giudici di Cassazione che lo scorso 13 maggio hanno annullato senza rinvio la sentenza, riducendo ulteriormente la pena a 2 anni, 4 mesi e 13 giorni di reclusione.








