Alle 2 del mattino, quando in un edificio di dieci piani la notte dovrebbe avere il rumore minimo degli ascensori e dei frigoriferi, il cielo sopra Galați ha avuto invece il suono della guerra. Un drone entrato nello spazio aereo romeno ha centrato il tetto di un palazzo residenziale, ha provocato un’esplosione, acceso un incendio in un appartamento al decimo piano e ferito due persone. In pochi minuti, una città che vive sul bordo del Danubio, a poca distanza dall’Ucraina, si è ritrovata a misurare una verità che in Europa si preferisce spesso raccontare in astratto: i conflitti non rispettano le linee di confine disegnate sulle mappe.

L’episodio, avvenuto nella notte tra mercoledì 28 e giovedì 29 maggio 2026, è stato confermato dal Ministero della Difesa della Romania: durante una nuova ondata di attacchi russi contro obiettivi civili e infrastrutturali ucraine lungo il tratto fluviale vicino alla Romania, uno dei droni ha oltrepassato il confine, è stato seguito dai radar fino alla parte meridionale di Galați e si è schiantato sul tetto dell’edificio. L’impatto è stato seguito da un incendio; le autorità hanno diffuso allerta alla popolazione e fatto decollare due F-16 dalla base di Fetești, supportati da un elicottero IAR 330 SOCAT.