Ricostruita per la prima volta l'anatomia del cervello delle tigri dai denti a sciabola vissute in Europa (e anche in Italia, tra Toscana e Lazio) due milioni di anni fa, durante il Plio-Pleistocene. Il risultato, che fornisce importanti indizi sul loro comportamento, è pubblicato sulla rivista The Anatomical Record da un gruppo di ricerca guidato dai paleontologi dell'Università di Firenze.

La ricostruzione dell’anatomia cerebrale dei vertebrati fossili è particolarmente complessa, poiché richiede la disponibilità di crani eccezionalmente conservati. In tali studi, infatti, l’analisi del cervello avviene indirettamente attraverso la ricostruzione dell’endocranio (endocast), il quale può essere ottenuto soltanto a partire da scatole craniche integre o comunque sufficientemente complete da consentire una modellazione affidabile delle strutture interne. In questo lavoro sulle tigri dai denti a sciabola della specie Megantereon cultridens sono stati analizzati endocast digitali ottenuti tramite tomografia computerizzata di tre crani fossili provenienti da Spagna, Italia e Francia.

Dai risultati emerge che Megantereon cultridens possedeva una morfologia cerebrale intermedia tra i felini moderni e i panterini (come leoni, tigri e leopardi), suggerendo una notevole flessibilità ecologica. Il cervello era compresso lungo l’asse antero-posteriore, aveva lobi frontali relativamente sviluppati e tratti olfattivi ridotti. La possibile riduzione delle aree uditive corticali, compensata da un potenziamento delle regioni visive occipitali, suggerisce una forte dipendenza dalla percezione visiva nelle strategie di caccia.