di Venanzio Postiglione

La storia Milano si intreccia con quella del "Corriere della Sera" e, in un momento in cui si fatica a vedere il futuro, è illuminante entrare in un liceo che ha inventato un calendario sulle Madri Costituenti. E, 80 anni dopo la nascita della Repubblica, ascoltare i ragazzi che si accingono a fare l'esame di maturità

Il Corriere, la Scala, Milano, la Repubblica italiana. E una parola, bellissima, che li unisce. Che ti fa sorridere se la pronunci e anche se la ascolti. La parola è primavera, certo. Perché era primavera, quell’anno, il 1946, e ci regalò tre rinascite e una nascita.La rinascita del Corriere della Sera. Che era già risorto la mattina del 25 aprile del ’45. I partigiani a liberarlo, all’alba, il primo atto della giornata, quel titolo consegnato alla storia, «Milano insorge contro i nazifascisti». E poi. E poi per un anno niente giornali di opinione, la testata Corriere di Informazione al posto di Corriere della Sera. Fino al 7 maggio 1946, la nostra primavera, il nostro nome che ritorna. Giusto in tempo per la seconda rinascita, quattro giorni dopo. La Scala. Ridotta in macerie, si rialza in un anno. L’11 maggio Arturo Toscanini riapre il teatro, il concerto è leggendario, piangono tutti, è forse il momento più emozionante nella storia millenaria della città.