A Selhurst Park erano abituati a lottare per salvarsi, non a sfoggiare trofei. Per oltre un secolo il Crystal Palace aveva vissuto di sopravvivenza, orgoglio popolare e qualche cavalcata romantica, senza mai riuscire davvero a cambiare status. Poi è arrivato Oliver Glasner. E in appena 375 giorni ha riscritto la storia del club londinese. Quando il presidente Steve Parish lo incontrò alla fine del 2023, il Crystal Palace cercava soprattutto stabilità. Roy Hodgson era ormai alla fine del suo ciclo e la squadra galleggiava senza identità. Glasner, invece, portava con sé qualcosa di diverso: idee precise, personalità forte e la credibilità costruita tra Austria e Germania, fino al trionfo in Europa League con l’Eintracht Francoforte nel 2022.

Subentrato nel febbraio 2024 proprio al posto di Hodgson, l’austriaco impiegò pochissimo per entrare in sintonia con lo spogliatoio. Il Palace chiuse quella stagione al decimo posto in Premier League, ma il dato più importante non era la classifica. Era il cambiamento culturale. “Con lui abbiamo smesso di pensare soltanto alla salvezza. Abbiamo iniziato a pensare a vincere”, disse il centrocampista Wharton. La svolta definitiva arrivò nel maggio del 2025. A Wembley, contro il Manchester City, il Crystal Palace conquistò la prima FA Cup della sua storia grazie al gol di Eze.