Il voto comunale nel Vibonese non consegna una mappa semplice. Sarebbe comodo dividerla in due colonne, centrodestra e centrosinistra, e tirare la somma. Ma le amministrative, soprattutto in provincia di Vibo Valentia, sono materia più scivolosa: contano i partiti, certo, ma spesso contano di più i sindaci, le famiglie politiche, le liste civiche, le storie personali, i rapporti costruiti negli anni e la capacità di stare dentro le comunità.

Il dato politico, però, esiste. E dice che il centrodestra esce avanti, anche se non con la forza monolitica di un tempo. Il Pd evita la Caporetto grazie ad alcune figure riconoscibili, ma mostra tutti i limiti di un partito poco attrattivo per nuove generazioni e nuovi profili amministrativi. Forza Italia, che per anni ha controllato larghe porzioni della provincia, appare più debole rispetto al passato. Noi Moderati, invece, avanza e si ritaglia uno spazio sempre più visibile nell’area di governo del centrodestra vibonese.

Il Pd tiene, ma con i suoi vecchi riferimenti

Nel campo progressista il risultato più solido arriva da Briatico, dove Lidio Vallone viene riconfermato sindaco. È una figura autorevole, di lungo corso, ormai alle soglie degli ottant’anni. La sua vittoria consente al Pd di mettere una bandierina importante, ma racconta anche un limite evidente: il partito si regge ancora su profili storici, riconosciuti e radicati, più che su una nuova classe dirigente.