Già arrivati a 3mila euro, ne mancano 1500. Laura: "Abbiamo bisogno di ritrovare un minimo di respiro"Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciUcciso con 23 coltellate. "Aiutami ad avere giustizia". È l’appello comparso nelle ultime ore sulla piattaforma di raccolta fondi GoFundMe, dove Laura Gentilucci, madre di Pierpaolo Panzieri, il 27enne pesarese assassinato nella notte del 20 febbraio 2023, ha deciso di aprire una colletta pubblica per sostenere le spese legali legate al processo d’appello. Nel giro di un paio di giorni la campagna ha iniziato a raccogliere decine di donazioni. Sono stati raccolti 2.995 euro su 4,5 mila euro indicato come obiettivo.

"Ci sono persone che hanno donato anche in forma anonima. Per noi è un segnale fortissimo di vicinanza e affetto. Evidentemente la storia di Pier ha toccato tante persone". Il testo della campagna di solidarietà è scritto come se fosse Pierpaolo stesso a parlare. Un racconto in prima persona che ripercorre la sua vita, il lavoro, gli amici, gli affetti, fino a quella tremenda notte. Poi l’accusa: "Mi hanno ucciso".

E ancora il riferimento alle 23 coltellate, alla fuga del killer in Romania dopo il delitto, alla cattura e all’estradizione in Italia. La motivazione della raccolta fondi è il peso economico di una vicenda giudiziaria lunga e devastante per la famiglia. Nel primo grado di giudizio Michael Alessandrini era stato condannato a 24 anni di carcere per l’omicidio di Pierpaolo Panzieri, oltre a tre anni in Rems. Ora però il procedimento prosegue davanti alla Corte d’Assise d’Appello di Ancona, dove la difesa punta, tra le altre cose, a una nuova perizia psichiatrica e alla revisione di alcune aggravanti contestate. "Tra avvocati, perizie e psichiatri, le spese legali raggiungono cifre che una famiglia modesta fatica enormemente a sostenere – si legge nel testo -. In questa fase specifica, la mia famiglia si ritrova a subire il peso economico causato dalla volontà della controparte di impugnare la sentenza di primo grado. Una situazione dove non vogliono fare un passo indietro, ma una situazione paradossale, visto che chiedono un’ulteriore perizia psichiatrica per sostenerlo. Non si vogliono arrendere all’evidenza".