HomeAnconaCronacaStrage di Corinaldo. La svolta dopo 8 anni: in carcere il dj-gestore della discoteca maledettaMarco Cecchini è il primo imputato del filone dei "colletti bianchi" a finire in cella dopo la banda dello spray che ha causato la fuga di massa e il caos alla Lanterna. Aveva deciso di costituirsi: "Non reggeva più l’attesa dopo la conferma della condanna". .Marco Cecchini è il primo imputato del filone dei "colletti bianchi" a finire in cella dopo la banda dello spray che ha causato la fuga di massa e il caos alla Lanterna. Aveva deciso di costituirsi: "Non reggeva più l’attesa dopo la conferma della condanna". .Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciAveva già la borsa pronta perché prima che un maresciallo dei carabinieri, mercoledì, lo contattasse per dirgli che dovevano eseguire l’ordine di carcerazione perché la sentenza per la strage della discoteca Lanterna Azzurra era diventata definitiva, Marco Cecchini aveva deciso di costituirsi. Non reggeva più l’attesa dopo che la Corte di Cassazione, il 5 maggio scorso, aveva confermato tutte le condanne del filone bis sulla tragedia di Corinaldo. Tutte quelle dei sette imputati che avevano scelto di procedere con il rito abbreviato, quello che permette uno sconto di pena di un terzo in caso di condanna. Sapeva dj Marco, gestore di fatto della discoteca (non era socio) e tra gli organizzatori principali della maledetta notte dell’8 dicembre del 2018, costata la vita a cinque adolescenti e a una mamma di 39 anni, che gli toccava il carcere. "Voleva presentarsi spontaneamente – conferma il suo avvocato Riccardo Leonardi – per non rimanere in una attesa infinita, ne avevamo parlato ed era questione di poche ore".
Strage di Corinaldo. La svolta dopo 8 anni: in carcere il dj-gestore della discoteca maledetta
Marco Cecchini è il primo imputato del filone dei "colletti bianchi" a finire in cella dopo la banda dello spray che ha causato la fuga di massa e il caos alla Lanterna. Aveva deciso di costituirsi: "Non reggeva più l’attesa dopo la conferma della condanna". .








