Marco Cecchini, il deejay considerato dai giudici “gestore di fatto” della Lanterna Azzurra, locale di Corinaldo divenuto noto per la morte di cinque adolescenti e una mamma durante un concerto, è da ieri sera nel carcere di Montacuto, ad Ancona. Deve scontare una pena a cinque anni e 5 mesi per omicidio colposo plurimo, lesioni colpose e disastro colposo. La condanna è diventata definitiva dopo il pronunciamento della quarta sezione penale della Corte di Cassazione sui ricorsi presentati dai 7 imputati che avevano scelto il rito abbreviato, condannati sia in primo che secondo grado.
L'inchiesta della procura di Ancona, il filone bis dopo quello principale, aveva evidenziato la mancanza di adeguate misure di sicurezza nel locale. A dispetto di una capienza massima consentita di 460 persone, nella discoteca ce n’erano oltre 1.400 persone, arrivate da tutta la provincia per un concerto di Sfera e basta, che lì per altro non sarebbe mai arrivato.
Quella notte una banda di giovani modenesi aveva spruzzato uno spray al peperoncino per compiere piccoli furti. Nel locale si é scatenato il panico. La folla di avventori si è riversata verso l’uscita di sicurezza, ma sotto il peso delle persone in fuga la fragile balaustra della rampa di accesso ha ceduto, facendo precipitare decine di ragazzi nel fossato. Asia Nasoni, Daniele Pongetti, Benedetta Vitali, Mattia Orlandi, Emma Fabini, tutti tra i 14 e i 16 anni, non sono sopravvissuti. Con loro è morta tragicamente anche Eleonora Girolimini, di 39 anni, mamma di quattro bambini, che era al concerto per accompagnare la figlia maggiore.









