Fino a qualche mese fa, la narrazione sul conflitto in Ucraina lasciava intendere che presto o tardi Kiev avrebbe perso la guerra. Il ritorno di Trump alla Casa Bianca, il suo atteggiamento sprezzante verso Volodymyr Zelensky e gli alleati europei, gli scandali per corruzione che hanno colpito i vertici del paese, i massicci bombardamenti russi e la stanchezza degli ucraini dopo quattro anni di guerra avevano contribuito ad alimentare un certo pessimismo sulle sorti del conflitto. Nelle ultime settimane, tuttavia, qualcosa sembra essere decisamente cambiato. La controffensiva colpisce quotidianamente obiettivi russi mentre l’avanzata delle truppe di Mosca sul terreno è in stallo, o quasi. L’utilizzo di droni e altre innovazioni tecnologiche da parte di Kiev si sono rivelate determinanti per rovesciare la situazione e con essa il disfattismo, nonostante il ridotto sostegno da parte degli Stati Uniti. Intanto, sul fronte diplomatico, la Commissione europea procede sul processo di adesione del paese nell’Unione. L’apertura del primo gruppo di capitoli negoziali al Consiglio Affari generali potrebbe avvenire già il mese prossimo, prima del summit dei leader europei previsto per il 18 e 19 giugno. Quanto alla questione del nome del negoziatore europeo da inviare ad eventuali negoziati di pace con Mosca, l’Alta rappresentante non si dice convinta: “Trovo che sia una trappola in cui la Russia vuole farci cadere: discutere di chi parla con loro, mentre loro scelgono già chi è adatto e chi no” ha detto.