La celebrazione lo scorso 23 maggio del cinquantesimo compleanno dell"Aigi, l"associazione italiana dei giuristi d"impresa ha rappresentato l"occasione per apprezzare il cammino fatto per consolidare questa figura centrale nell"organizzazione di impresa, ma anche per identificare le prossime sfide.La prima è ottenere la conferma del riconoscimento nella figura, per la prima volta introdotta nell"ordinamento, sia pure lateralmente, con la legge sulla professione forense nel 2012, che nell"art. 2 comma 6 prevede che l"attività di consulenza legale a carattere stragiudiziale possa essere svolta da soggetti con rapporto di lavoro dipendente o a tempo determinato nell"esclusivo interesse del datore di lavoro.

Il riferimento contenuto in quella legge ha rischiato di sparire nel progetto di riforma forense attualmente in discussione e i vertici dell"Aigi si sono fortemente impegnati, trovando una sponda nel governo, per mantenerlo: l"iter legislativo è in corso e speriamo che si concluda felicemente: una diversa soluzione sarebbe del tutto anacronistica, dato il crescente rilievo della figura nel funzionamento d"impresa.Piuttosto, bisognerebbe riflettere sui prossimi passi: il ruolo centrale che la funzione legale ha assunto nella verifica della compliance dell"impresa alle previsioni normative in numerosissimi campi, e in primo luogo in relazione alla responsabilità penale dell"impresa, chiama in questione non solo il suo stato all"interno dell"organizzazione, ma anche il tema della riservatezza delle comunicazioni con le altre funzioni.Comunicazioni che spesso riguardano la compatibilità dell"attività dell"impresa nei confronti di concorrenti e clienti con i vincoli imposti dalle norme: tema che frequentemente attiva una dialettica tra funzione legale e funzioni di business.A livello europeo, la riservatezza delle comunicazioni dei legali interni non è riconosciuta, visto che la sentenza Akzo-Nobel del 2010 la prevede solo per i legali esterni, caratterizzati da indipendenza: anche se successiva e recente (2024) giurisprudenza della Corte di Giustizia nella sentenza Ordre des avocats du Barreau de Luxembourg sottolinea l"importanza della riservatezza ai sensi dell"art. 8 della Cedu).A livello degli Stati membri le cose stanno diversamente, visto che la riservatezza delle comunicazioni dei legali d"impresa è riconosciuta, anche se con ambiti non sempre coincidenti, da oltre una decina di giurisdizioni, tra cui Olanda, Belgio, Germania e, la più recente ma non certamente la minore, la Francia.In particolare la normativa francese, approvata dal Conseil Constitutionnel il febbraio scorso dopo un ricorso di sessanta parlamentari, prevede due caratteristiche per la qualificazione del giurista di impresa: una qualitativa, legata a requisiti minimi di formazione (laurea magistrale in giurisprudenza o otto anni di esperienza in uffici legali; corso biennale in deontologia) e una relativa all"indipendenza, data non solo dall"obbligo di conformarsi alle prescrizioni deontologiche ma dalla posizione del giurista di impresa all"interno dell"assetto organizzativo dell"impresa.