Salerno, dalla nostra inviata – Sarà l’afa ma solo due turisti stanchi stanno attraversando piazza della Libertà che ha la stessa dimensione di San Pietro però ricorda semmai Dubai degli albori. Oggi, sotto il porticato della “più grande piazza d’Europa sul mare” progettata dall’archistar Bofill, tante vetrine sono sfitte e i vani neri al piano inferiore serrati da lucchetti perché c’è un contenzioso in atto con il Comune. Allungando lo sguardo sul Tirreno, la stazione marittima a forma di ostrica di Zaha Hadid è sovrastata da una nave da crociera talmente alta che il fotografo Berengo Gardin, se fosse ancora in vita, la definirebbe ultra-mostro. Dal “mostro” di lusso scendono decine di americani e asiatici pronti a comprare gadget gialli come i limoni di Sorrento.

Vincenzo De Luca, sindaco di Salerno

Era il 2021 quando Vincenzo De Luca inaugurava in lacrime il Crescent che, secondo lui, avrebbe “aperto Salerno verso l’eternità” e dove vorrebbe che fossero seppellite le sue ceneri. Cinque anni dopo il suo sogno assomiglia a una cattedrale nel deserto. Eppure, nell’anno 33esimo del sindaco più longevo d’Italia, appena riconfermato per la quinta volta “nonostante il Pd”, asticella ancora su: “Salerno sarà la Montecarlo d’Italia”, con hotel e ripascimento della spiaggia da Santa Teresa verso il Port village. I salernitani non ci cascano: “Dovevamo già diventare come Barcellona…”. Il Principato è il Paese più ricco al mondo, ha un reddito pro capite di 250mila euro, dunque “don Vicienz” ha un po’ esagerato. “Tanto qui mi votano anche i sassi”, sostiene lui, smargiasso, tra una instagrammata e l’altra contro l’”inerzia operativa di governo e Ue”. Più radicale di Crozza quando lo imita.