Sono le 14 e 8 di un pomeriggio apparentemente qualunque, sul centrale del Roland Garros Jannik Sinner sta compostando il minore dei fratelli Cerundolo, Juan Manuel: 6-3 6-2 5-1. Una sinecura, anzi una noia. Il meteo picchia - 30 gradi, 35 percepiti -, ma si respira meglio rispetto all’inizio della settimana, l’umidità non infierisce, ogni tanto sfiata un’arietta leggera. È un caldo fastidioso, non la maschera soffocante dei giorni scorsi. A qualcuno cade la palpebra, altri migrano verso il ristorante. Poi, l’imprevisto non del tutto imprevedibile che cambia la faccia al torneo e rischia di cambiare i connotati a tutta l’annata del tennis. Jannik rallenta, si pianta, boccheggia. Gli mancano quattro punti per passare alla pratica successiva, ma il braccio non funziona più. Perde quindici punti di fila, sul 5-4 0-40 e servizio chiama il fisioterapista. «Sento che devo vomitare». Esce, ritorna - evidentemente per i medici si tratta di crampi, non trattabili -, perde il terzo set 7-5 e si rifugia nel toilet break. Ma non cambia nulla. Jannik è ormai un burattino dignitoso ma disarticolato, prova a mollare il quarto set per guadagnare tempo - su consiglio del fido Vagnozzi - ma anche nel quinto il copione non cambia. Un crollo verticale, indifendibile, definitivo. Fra sputacchi e ginocchia piegate, uno Jannik con la catena scesa è costretto a rivolgere un grande ciaone al suo obiettivo stagionale, all’unico torneo dello Slam che manca al suo album e che quest’anno, contumace Alcaraz, si sentiva già in tasca. Finisce 3-6 2-6 7-5 6-1 6-1 per Juan Manuel, detto «La Computadora», il computer, che infatti non si fa impietosire dal tracollo fisico dell’avversario. Per la prima volta dagli Us Open 2023, quando a trionfare fu Djokovic su Medvedev, ad alzare la coppa non saranno né Jannik né Carlitos e anche questa è una notizia.
Il mistero di Sinner, un malore senza spiegazioni stronca il sogno Roland Garros
Addio al sogno Roland Garros, Jannik crolla ancora per un problema fisico. Un male senza spiegazioni che il numero 1 del tennis non riesce a battere










