Ce n’era proprio bisogno? E prima come funzionava, il reclutamento? Era contemplata l’esternazione dell’orientamento sessuale, e relativo “scartamento ridotto” in caso di incompatibilità, del tipo: grazie le faremo sapere? Vai a sapere. Fatto sta che d’ora in poi l’Agesci, cioè l’Associazione nazionale degli scout cattolici, apre le porte alle guide “omosessuali e transgender di qualunque orientamento e identità”. Vie di fraternità e pedagogia dell’accoglienza sono il contesto programmatico di questa, come chiamarla, quota arcobaleno, “un passo di maturazione associativa ed educativa... che chiarisce il riconoscimento della dignità di ogni persona”. Tutto molto bello e animato dai migliori intenti. Ma. Ma prima che cosa succedeva? Come andavano le cose, prima? C’era una scrematura più o meno ufficiale nella selezione delle guide? C’era, cioè, una discriminazione sottaciuta o esplicita in base ai gusti sessuali dei candidati? Speriamo di no. Però il fatto che l’Agesci si sia sentita in dovere di esplicitare qualcosa che, proprio per il fatto di essere dichiarato pubblicamente, ha il sapore di un cambio di rotta, qualche dubbio lo insinua. Se da oggi, anzi da domani si fa così, con tutta probabilità ieri si faceva cosà. In parole povere, forse un po’ si discriminava. Quanto al futuro di inclusione che viene tratteggiato nel nuovo metodo di reclutamento delle guide, anche qui sorge qualche perplessità. In un mondo dove (teoricamente) siamo tutti uguali perché tutti diversi, c’è proprio bisogno di dichiarare “prendiamo anche i gay, i transgender e tutto quello che volete”? Ha tanto retrogusto di retorica, questo segnale di apertura del movimento dei boy scout. Teoricamente, per l’appunto, in un mondo dove sono rispettati i diritti di tutti non dovrebbe esserci bisogno di dire che cosa siamo e chi ci piace – perché il presupposto dovrebbe essere che siamo tutti pari a prescindere. In sostanza, questa dichiarazione d’intenti dell’Agesci è un po’ troppo ma anche troppo poco. E quanto stride di fronte a un altro documento, di altro peso, appena pubblicato: l’enciclica “Magnifica Humanitas” di papa Leone è uno straordinario affresco del presente e della giusta idea di progresso colmo di dottrina, fede, coscienza, intuito e inclinazione al bene. Ci spiega in che mondo viviamo come nessuno lo aveva ancora fatto. Questo comunicato sul metodo di reclutamento delle guide per i boy scout, invece, sa un po’ di rancido.