L’Agesci ha deciso: l’orientamento sessuale e l’identità di genere non costituiranno più un criterio di esclusione nella selezione delle guide educative. L’associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani sceglie così di aprirsi all’accoglienza di chiunque chieda di svolgere il ruolo di educatore, indipendentemente dall’orientamento affettivo e l’identità di genere. Si tratta di una scelta ponderata, che giunge al termine di un percorso di valutazione durato tre anni e iniziato in occasione del consiglio generale del 2022. Da allora, l’associazione si è progressivamente avvicinata alla comunità Lgbtqia+, creando spazi dedicati alla condivisione, da parte dei membri della comunità stessa, delle proprie storie e testimonianze nell’ambito della vita associativa.Il motore del cambiamento risiede proprio nei vissuti personali emersi in questi anni di confronto, che hanno rappresentato il punto di partenza per una profonda riflessione sfociata nella svolta attuale. La decisione si ancora saldamente ad alcuni dei valori cardine dell’associazione: rispetto, inclusione e riconoscimento dell’altro. La premessa è semplice e poggia sulle basi stesse dell’attività associativa dell’Agesci: la pedagogia dell’accoglienza prevede l’impegno attivo volto al superamento di sentimenti e atteggiamenti discriminatori di qualsiasi natura. Su questa linea si impone quindi la rivoluzione dell’Agesci, che ridefinisce i propri standard e smette di considerare l’appartenenza alla comunità Lgbtqia+ un criterio di esclusione per le guide e gli scouts.