Una riflessione che era cominciata con il consiglio generale del 2022. Adesso il cambiamento: messo nero su bianco

L’orientamento sessuale e l’identità di genere non possono costituire un criterio di esclusione per chi chiede di svolgere un ruolo educativo in associazione. A dirlo è l’Associazione guide e scouts cattolici italiani (Agesci) nel documento identità di genere e orientamento sessuale e affettivo approvato dal loro consiglio.

«L’orientamento non può esser causa di esclusione»

«L’Agesci ha maturato la convinzione che nel profilo del capo cristiano educatore l’orientamento affettivo e l’identità di genere non possono costituire un criterio di esclusione nel discernimento che le Comunità capi sono chiamate ad esercitare quando una persona adulta chiede di entrare in associazione per svolgere un ruolo educativo», riporta il documento. «La pedagogia dell’accoglienza, radicata nella quotidianità del nostro servizio educativo» è «imprescindibile promuovere percorsi volti al superamento di sentimenti e atteggiamenti omolesbobitransfobici. Tali sentimenti, infatti, costituiscono un ostacolo al riconoscimento, all’inclusione e all’integrazione nei nostri Gruppi, e in tutti i livelli associativi, di capi e capo, ragazzi e ragazze».