A Roma può capitare di andare al museo di scienze naturali e avere come guida un bambino di quarta elementare. Succede al Museo di scienze naturali dei Bambini «Alberto Manzi», che ha sede nella scuola «F.lli Bandiera» a Roma, a due passi da Piazza Bologna. L’inaugurazione del museo risale alla fine del 2025 e c’era anche il sindaco Roberto Gualtieri. Ma adesso il museo ha aperto al pubblico e tutti, a qualunque età, possono andare a visitarlo la seconda domenica del mese. L’idea di un museo dei bambini è nata da Titti Mazzacane, una straordinaria e amatissima maestra della «Fratelli Bandiera» che con i suoi alunni in tre decenni ha riempito di reperti un piano in disuso della scuola: fossili, riproduzioni planetarie, modelli di satelliti, riproduzioni di animali, e c’è anche una copia perfetta di Lucy, lo scheletro completo di un ominide risalente a tre milioni di anni.

UN MUSEO UNICO che ha affascinato anche altre istituzioni culturali: dal Palazzo delle Esposizioni al museo di geologia, tante altre collezioni importanti hanno voluto donare modelli, ricostruzioni, fossili e tassidermie alla collezione dei bambini di Titti.

Ma è stato Fabrizio Rufo, assessore alla cultura del II municipio di Roma e storico della scienza alla Sapienza, con i suoi collaboratori e ricercatori Maria Nicolaci e Stefano Papi a mettere in sicurezza un’esperienza che rischiava di andare perduta con il pensionamento della «maestra Titti». Grazie al patrocinio del municipio e all’assegnazione ufficiale dei locali, ora nella scuola sarà realizzata anche una sala conferenze e un laboratorio per esperimenti «hands on» a disposizione di tutte le scuole della Capitale.