Entro il 2040 l’energia nucleare dovrà rappresentare almeno il 30% del mix energetico complessivo della Croazia. È il fulcro di un disegno di legge presentato dal governo guidato dal premier Andrej Plenković per fare dell’atomo una delle principali fonti di energia del paese balcanico mentre le tensioni in Medio Oriente hanno contribuito ad aumentare i costi energetici. «Con questa norma la Croazia non solo sceglie una nuova fonte di energia, ma prende anche una decisione politica e strategica che conferma il proprio impegno per la sicurezza energetica», ha spiegato il ministro dell’Economia croato Ante Šušnjar. Šušnjar ha annunciato che sono iniziate le attività relative alla preparazione di studi e strategie per definire il modo ottimale per realizzare il progetto di una futura centrale nucleare sul territorio croato. L’idea alla base del disegno di legge è che, con la rapida crescita della domanda di elettricità e la necessità di sicurezza energetica a livello globale, l’atomo possa fornire una fonte di energia a basse emissioni di carbonio, stabile, sicura ed economicamente vantaggiosa. Al momento Zagabria non dispone di capacità nucleare, ma è comproprietaria con la Slovenia della centrale di Krško, situata vicino al confine (l’impianto fornisce attualmente il 16% del fabbisogno elettrico croato). Lo scorso anno la Croazia ha istituito il Gruppo di lavoro per l’energia nucleare e l’ha incaricato di preparare studi sulle potenziali tipologie e ubicazioni delle unità nucleari nel paese. I membri del comitato hanno analizzato gli aspetti finanziari della tecnologia dei piccoli reattori modulari (i cosiddetti Smr) rispetto alle grandi centrali nucleari convenzionali. Zagabria ha inoltre già preso in considerazione l’ipotesi di unirsi a Lubiana per aggiungere uno o più reattori a Krško come alternativa alla realizzazione di nuovi impianti. La Slovenia ha appena avviato la fase del Piano territoriale nazionale per l’ulteriore capacità nucleare, con un referendum sulla sua realizzazione previsto per la fine del 2027 o l’inizio del 2028. Il progetto di Zagabria e Lubiana prevede la costruzione di almeno un’altra centrale adiacente all’impianto di Krško, che è di proprietà congiunta tra la croata Hrvatska Elektroprivreda e la slovena Gen Energija. Una decisione finale sull’investimento (che varia da 9 a 15 miliardi di euro a seconda del numero dei nuovi reattori) verrà presa nel 2029 in seguito alla consultazione sull’atomo indetta in Slovenia. Se il risultato del referendum dovesse essere favorevole, la data per l’inizio dei lavori verrebbe fissata per il 2033.