Agli archivi il primo turno, con 12 sindaci eletti nei capoluoghi di provincia, 7 al centrosinistra (Andria, Avellino, Enna, Mantova, Pistoia, Prato, Salerno), 3 al centrodestra (Venezia, Reggio Calabria, Crotone) e 2 civici (Fermo, Messina). Responso rimandato al 7 e 8 giugno per Agrigento, Arezzo, Macerata, governate finora dal centrodestra, e Chieti, Lecco, Trani, governate dal centrosinistra.

Ballottaggio a Macerata: la sfida tra Parcaroli e Tittarelli

Il caso più singolare è quello di Macerata, nelle Marche, 40mila abitanti, dove Sandro Parcaroli, candidato sindaco del centrodestra, che si presentava per il secondo mandato, era già sul palco a festeggiare la vittoria quando è arrivato il riscontro definitivo: per 10 voti aveva mancato il traguardo, fermandosi al 49,96%, rispetto al 41,9% del candidato del centrosinistra (Gianluca Tittarelli) e all’8,5% dei civici. Dice Parcaroli: «Ci speravo dopo avere visto l’andamento dei risultati, stavamo avanti quando all’ultimo siamo scesi di pochissimo. Massimo rispetto per il voto dei cittadini, questa è la vita del sindaco, è stato comunque un successo considerando che avevo quattro avversari e che ho sfiorato il 50% mentre tutti dicevano che sarebbe stato impossibile farcela al primo turno. Ora mi attende un’altra sfida e l’affronto come ho sempre fatto in quelle che mi ha presentato la vita, si va al ballottaggio dove ci presenteremo con uno spirito costruttivo». Ribatte Tittarelli. «La partita è aperta, la città non ha confermato il sindaco uscente e ha dimostrato che vuole cambiare. Ringrazio gli elettori che hanno scelto di votare per la coalizione che mi sostiene. Partiamo da un ottimo risultato e adesso abbiamo l’opportunità di accrescere il consenso, spiegando ancora il nostro progetto per Macerata ai cittadini».