L’Idf è tornata ad attaccare nella capitale Beirut in quello che è stato definito un “attacco mirato”: colpito un appartamento nel quartiere Shuwayfat con l'obiettivo di uccidere Ali al-Husni, comandante della forza missilistica della divisione Imam Hossein. Il ministero della Salute: “Nel raid uccisi una donna e due bimbi”
Sarebbe di “almeno 23 morti” il bilancio dei raid attribuiti alle forze israeliane avvenuti in giornata in Libano: a dirlo è il giornale L'Orient-Le Jour, secondo cui 21 di queste vittime sono state riportate nella parte meridionale del Paese. Intanto a Tel Aviv si temono i nuovi droni di Hezbollah: la paura di Israele è che la minaccia finita nelle mani delle milizie sciite allarghi il suo raggio d'azione e cominci a colpire le grandi città del centro del Paese: "Sei settimane fa ero in Libano e mi hanno mostrato uno di questi droni: hanno una fibra ottica e una testata di Rpg. Ho detto che si tratta di una minaccia strategica per lo Stato. È0 una piaga mondiale, come vediamo in Ucraina e Russia. Abbiamo radunato i migliori cervelli per trovare soluzioni", ha detto il primo ministro Benjamin Netanyhau.
Nel corso di un convegno nella Valle del Giordano Benjamin Netanyhau ha anche lanciato il suo nuovo obiettivo su Gaza: "Ad oggi controlliamo il 60 per cento della Striscia. Eravamo partiti dal 50 per cento, il mio obiettivo è arrivare al 70 per cento. Dobbiamo continuare a fare pressione su Hezbollah, ma al momento stiamo tenendo alle strette Hamas", ha dichiarato il primo ministro. Poco dopo i caccia israeliani hanno colpito Beirut: dal 6 di maggio, giorno in cui un raid dell'Idf ha ucciso il comandante della Forza Radwan, l'unità d'élite di Hezbollah, Ahmed Ghaleb Balout, sulla capitale libanese non si era visto un solo aereo di Tsahal.








