Che il potenziamento dei marchi di lusso sfrecci sui circuiti di Formula 1 è assodato. Un Gran Premio non è solo una corsa tra macchine: è immaginario pop, convergenza di stelle social, traguardo «aspirazionale», direbbe qualcuno, per una platea vastissima.
Nel firmamento di Wall Street, nulla brilla quanto una sigla azzeccata. Per oltre un decennio, il termine Faang è stato il porto sicuro del risparmiatore globale, un acronimo coniato nel 2013 per racchiudere i cinque pilastri dell’economia digitale: Facebook (oggi Meta), Amazon, Apple, Netflix e Google (Alphabet). Con l’aggiunta del segno «+», il club si era allargato per includere colossi come Microsoft, cercando di intercettare ogni centimetro di crescita tecnologica.
Una miniera di sapienza e illuminazioni. Con la scrittura semplice e diretta del grande uomo di fede. Del pastore d’anime, del teologo che ha uno sguardo largo e affettuoso verso l’umanità e il mondo intero. Lo sguardo dell’uomo risolto. Siamo nel 2003, il secolo breve è appena terminato, le crisi dell’economia non si sono ancora abbattute sulle borse mondiali.
Qualunque attività umana comporta rischi. Oltre a quelli intrinseci, c’è l’errore umano e questo non si può escludere se non eliminando l’uomo. Una tra le nostre più importanti attività è la produzione d’energia elettrica e vogliamo confrontare i rischi delle varie tecnologie, confrontando i decessi da esse causati.










