C'è un dato che, più di ogni altro, racconta cosa è diventata la Formula 1 nel 2026: in meno di dodici mesi, due colossi del lusso mondiale hanno deciso di legare il proprio nome al Circus. Prima LVMH, sponsor ufficiale del Mondiale grazie a un accordo decennale da oltre un miliardo di dollari. Ora Gucci, che dal 2027 sarà Title Sponsor della Alpine e darà il proprio nome alla scuderia francese: "Gucci Racing Alpine Formula One Team". È la prima volta nella storia che una maison di moda di alta gamma assume questo ruolo in F1.
L'operazione, annunciata con un accordo pluriennale i cui dettagli economici non sono stati ancora resi pubblici, segna anche la fine del contratto tra Alpine e BWT e con esso del celebre rosa che aveva caratterizzato la livrea negli ultimi anni. Al suo posto, i colori storici di Gucci, nero e oro, che andranno a caratterizzare la livrea della prossima vettura transalpina.
I perché dell’operazione
La logica industriale dietro questa partnership va oltre la mera sponsorizzazione. Da anni la Formula 1 è uscita dal perimetro stretto dello sport per diventare una piattaforma di contenuti globale, con un pubblico che le società di lusso fino a poco tempo fa potevano solo sognare: oltre un miliardo e mezzo di spettatori a stagione, una composizione demografica sempre più giovane e - dato cruciale per chi vende moda - sempre più femminile. È il punto sottolineato da Luca de Meo, oggi alla guida del gruppo Kering (proprietario di Gucci) dopo una lunga carriera nell'automotive culminata con l'incarico di amministratore delegato di Renault. De Meo descrive la F1 come "una delle piattaforme di contenuti premium più influenti al mondo", non più solo un palcoscenico sportivo quindi, ma un canale di promozione su scala globale.










