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Redazione Economia

Ad aprile l'Istat stima per l'interscambio commerciale con i paesi extra Ue una riduzione congiunturale per le esportazioni (-2,8%) e un aumento per le importazioni (+1,3%)

Ad aprile l'Istat stima per l'interscambio commerciale con i paesi extra Ue una riduzione congiunturale per le esportazioni (-2,8%) e un aumento per le importazioni (+1,3%), mentre, su base annua l'export cresce dell'11,3% (era +5,1% a marzo 2026) e l'import registra un incremento tendenziale del 5,8%, cui contribuiscono soprattutto i maggiori acquisti di energia (+28,1%) e beni intermedi (+16,1%). «La riduzione congiunturale dell'export verso i paesi extra Ue - spiega l'Istat - è influenzata dalle vendite a elevato impatto di mezzi di navigazione marittima registrate a marzo 2026; al netto di queste, si stima un aumento congiunturale del +1,5%. Su base annua, la crescita dell'export è in larga misura spiegata dalle maggiori vendite di beni intermedi e beni strumentali».

Il trimestre febbraio-aprileNel trimestre febbraio-aprile 2026, rispetto al precedente, l'export cresce del 6,4%; la crescita riguarda tutti i raggruppamenti, a esclusione di beni di consumo durevoli (-3,6%). Nello stesso periodo, l'import segna un incremento dell'11,0%, generalizzato e, per oltre la metà, spiegato dai maggiori acquisti di energia (+33,7%). La diminuzione su base mensile dell'export è dovuta alle minori vendite di beni strumentali (-6,4%), beni intermedi (-2,5%) e beni di consumo non durevoli (-2,4%); crescono, invece, le vendite di energia (+19,6%) e beni di consumo durevoli (+3,7%). Dal lato dell'import, l'incremento congiunturale si deve ai maggiori acquisti di energia (+25,3%).