Roma, 28 mag. (askanews) – L’obiettivo è sempre stato quello di “fare prima possibile”. Ma ora che è stato depositato il testo bis, che contiene già una serie di modifiche concordate nella maggioranza, il timing comincia a essere più definito. E dentro Fratelli d’Italia a questo punto cominciano a considerare davvero realistico che il via libero definitivo alla nuova legge elettorale possa arrivare entro l’estate. Dunque, non più solo alla Camera come finora si era più prudentemente ipotizzato, ma anche al Senato.
Certo, questo vorrebbe dire tagliare il traguardo praticamente a ridosso della chiusura ‘per ferie’ del Parlamento, ma il calcolo è presto fatto e a via della Scrofa l’idea comincia a prendere piede. Perché l’approdo in aula a Montecitorio il 26 giugno consente, come prevede il regolamento, di contingentare i tempi della discussione il mese successivo. Il primo disco verde, si ragiona, potrebbe dunque arrivare intorno al 15-16 luglio e a quel punto ci sarebbero circa tre settimane per chiudere la pratica nell’altro ramo del Parlamento. Un lasso di tempo non lunghissimo che può essere preso in considerazione mettendo in conto un voto finale con la fiducia.
“Vedremo se ci sarà lo spazio per farlo considerando gli altri provvedmenti in esame, non mettiamo limiti alla provvidenza”, ragiona un alto dirigente del partito di Giorgia Meloni che già mette le mani avanti rispetto a possibili proteste dell’opposizione sulla compressione dei tempi spiegando che comunque di questa riforma in senso proporzionale con premio di maggioranza “sono mesi che ne parliamo”. A pesare sull’idea di tentare lo sprint finale è anche l’obiettivo di evitare il rischio che la maggioranza possa perdere slancio sul tema, visto che notoriamente la legge elettorale scalda Lega e Forza Italia molto meno di Fdi. Insomma, accelerare le tappe servirebbe anche a evitare che alla ripresa estiva, all’interno dello stesso centrodestra, possano ripartire distinguo o nuove richieste di modifica che, inevitabilmente, comporterebbero un terzo passaggio parlamentare con tutti i rischi del caso.














