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Paolo Fornasari

Quanto accaduto al Roland Garros non è un unicum nella giovane carriera di Jannik. A volte è riuscito a superare le crisi, altre è stato costretto al ritiro

«Ha perso Sinner nell’unico modo in cui poteva accadere. Anche lui è umano. W Sinner!». Il breve post su X di Paolo Bertolucci esprime il pensiero di tanti appassionati di tennis, primi fra tutti i tifosi del campione altoatesino. Quando era a un solo game dal vincere il match - fin lì dominato - di secondo turno del Roland Garros, il numero uno ha avuto un malore che lo ha costretto prima ad una pausa e poi ne ha limitato la performance tanto da consentire all'avversario Juan Manuel Cerundolo una clamorosa rimonta. Non è la prima volta che Sinner accusa malesseri di varia entità, anche se talvolta è riuscito a riprendersi, come tanti si auguravano anche oggi.

Crampi e ritiriÈ successo così nel precedente torneo del grande Slam, gli Australian Open, quando nella partita di terzo turno contro Spizzirri Jannik fu colpito da crampi a causa del gran caldo: l’alta a temperatura causò però una temporanea interruzione del match per consentire di chiudere il tetto. Quella pausa di meno di dieci minuti si rivelò provvidenziale perché consentì a Sinner di recuperare energie, tornare in campo e vincere con determinazione la partita dopo tre ore e quarantacinque minuti. Nell’ottobre dello scorso anno, invece, nel Masters 1000 di Shanghai, Jannik si ritirò per crampi nella partita contro Griekspoor. Verso la fine del secondo set, cominciò ad avvertire qualche fastidio, ripartì molto bene nel terzo, ma nel quarto game iniziò a zoppicare vistosamente tenendosi la gamba destra. Da qui la decisione di ritirarsi. Una delusione presto compensata dai successivi trionfi di Vienna e Parigi Bercy, con la ciliegina delle Atp Finals di Torino.