Di: ATS/joe.p. Nuovi canali di dialogo, maggiore coinvolgimento dei Comuni e richieste di controlli più incisivi. Sono alcuni dei temi emersi oggi durante l’incontro tecnico a porte chiuse svoltosi a Roveredo tra i rappresentanti dei comuni del Moesano e i vertici dell’amministrazione cantonale grigionese, sul tema della criminalità organizzata.Roveredo, mafia e permessiFalò 19.05.2026, 20:45RSIL’incontro arriva dopo mesi di tensioni istituzionali seguiti al caso delle persone domiciliate a Roveredo finite al centro di un’inchiesta internazionale legata al traffico di droga e a presunti ambienti della criminalità organizzata. La vicenda aveva riacceso il dibattito sul rilascio dei permessi, sui controlli effettuati dalle autorità e sullo scambio di informazioni tra Cantoni.
Secondo il vicesindaco di Roveredo, Decio Cavallini, il confronto ha permesso soprattutto di stabilire un contatto diretto con i vertici dei servizi cantonali. “Finalmente li vediamo in faccia e finalmente sappiamo con chi parlare”, ha dichiarato ai media al termine della riunione.
Tra le proposte avanzate dai Comuni vi è la definizione di un nuovo “flusso di processo” tra autorità comunali, Polizia cantonale e uffici cantonali. L’idea è quella di chiarire modalità operative, scambio di informazioni e livelli di coinvolgimento dei diversi enti, in vista di un successivo incontro tecnico più ristretto.







