“Stamane mi sono svegliato che non stavo benissimo, poi dopo il riscaldamento mi sono sentito nuovamente a posto. Penso di aver giocato un’ottima partita, almeno fino al terzo set, quando ho avuto un evidente calo di energia. Non credo sia stato a causa del caldo, oggi non era esagerato. Ho lasciato andare il quarto set, sperando di recuperare nel quinto, ma ho perso subito il servizio. In altre occasioni sono riuscito a riprendere partite come questa, ma oggi non ne avevo più. Mi dispiace ma non sono riuscito a tirarmi fuori da questa situazione. Nessuno è un robot”. Eppure non è la prima volta che il numero uno al mondo accusa malori o cali fisici correlati al caldo. Solo per citare gli ultimi due episodi, era già accaduto in Australia a gennaio scorso, contro l’americano Pizzirri, quando fu salvato dalla regola della heat rule e dalla conseguente chiusura del tetto, e recentemente a Roma, nella partita in semifinale contro Medvedev. Anche li, vomito e tremori. Ma a voler cercare un terzo indizio si potrebbe ricordare la finale di Cincinnati 2025, contro Carlos Alcaraz. L’altoatesino ha inoltre spiegato che si prenderà un periodo di pausa e che non giocherà nessun torneo di preparazione sull’erba. “Devo recuperare, anche mentalmente. Ho giocato veramente tanto negli ultimi 2 mesi e mezzo. Credo che un po’ di riposo mi faccia bene. Ci vediamo a Wimbledon”.