«I blackout non spariranno nei prossimi sei mesi e neanche nella prossima stagione». A parlare è Gianluca Bufo, amministratore delegato di Iren, il gruppo che controlla Ireti, la società che gestisce la rete elettrica cittadina. Lo dice nel giorno più critico di questa fine di maggio per la rete torinese, con blackout a raffica in gran parte della città che, dall’alba di oggi, stanno lasciando al buio interi quartieri a macchia di leopardo: in particolare tutta la periferia Nord, la precollina e, da qualche ora, anche parte della periferia Sud. «Da sabato stiamo affrontando un periodo critico per una combinazione di fattori: temperature record, giornate molto calde e prolungate che surriscaldano terreno e cavi sotterranei, grande richiesta di energia perché scuole e uffici sono aperti e perché tanti condizionatori sono accesi», aggiunge Bufo nel corso di un punto stampa online convocato d’urgenza da Iren.

Il tutto, chiarisce, si aggiunge alla vetustà della rete, lunga circa 5 mila chilometri e con 6 mila giunti, alle prese con cavi e collegamenti datati. «Nelle ultime 72 ore i guasti sulla rete sono stati “solo” 15», aggiunge Bufo. Il “solo”, in questo caso, è nel raffronto con quanto accaduto nel periodo più critico del giugno scorso, quando in tre giorni i guasti erano stati 45, tre volte tanto. Da quel momento – giugno dello scorso anno – «abbiamo aperto 900 cantieri in città, tutti per ammodernare, manutenere o potenziare la rete, con l’obiettivo di migliorarne le prestazioni», aggiunge Bufo. Un’operazione maxi, per la quale in un anno sono stati investiti circa 100 milioni di euro, destinati a interventi di varia natura: in gran parte cantieri programmati su cavi e giunti per modernizzarli, in altri casi manutenzioni straordinarie, oppure la realizzazione di nuove cabine elettriche, come quella inaugurata di recente nell’ex area Michelin, a Torino Nord.