La Procura di Pavia, dopo la chiusura indagini dello scorso 7 maggio, sembrava essere in procinto di chiedere il rinvio a giudizio di Andrea Sempio, indagato per l’omicidio aggravato di Chiara Poggi per cui è stato condannato in via definita a 16 l’allora fidanzato Alberto Stasi. Invece viene aperto un altro fronte nell’inchiesta sul delitto di Garlasco e, con una nuova mossa investigativa, allontana ancora l’eventuale approdo a un processo. I magistrati hanno disposto una consulenza psichiatrica nei confronti del 38enne. La decisione è contenuta in una nota firmata dal procuratore Fabio Napoleone ed è tutt’altro che un atto marginale. Perché fotografa lo stato reale dell’inchiesta: una fase ancora apertissima, tecnicamente complessa e dominata ormai quasi esclusivamente dal confronto tra consulenze scientifiche.
L’incarico è stato affidato al professor Roberto Catanesi, medico psichiatra, al quale verrà messo a disposizione l’intero compendio documentale relativo a Sempio. Il consulente dovrà accertare “l’eventuale sussistenza, in capo all’indagato, di condizioni patologiche idonee a incidere sulla capacità di intendere e di volere, con riferimento ai fatti per cui si procede e al momento della loro realizzazione”. Non solo. La Procura chiede anche di verificare “la presenza di eventuali disturbi o alterazioni di significativa rilevanza, tali da incidere sul giudizio di imputabilità”, il grado di correlazione con i fatti contestati e persino “l’eventuale configurabilità di una condizione di pericolosità sociale”.












