Il Siracusa Calcio 1924 si trova sull'orlo del baratro. Dopo la retrocessione in Serie D avvenuta il 26 aprile, la società è ora di fronte al rischio concreto della liquidazione giudiziale, una prospettiva che minaccia di cancellare la storia del club azzurro.
L’orologio del Tribunale di Siracusa segna una scadenza perentoria: il giudice Federico Maida aspetterà fino al 16 giugno, termine ultimo per il club per sanare le posizioni debitorie più urgenti. La società è chiamata a corrispondere le spettanze relative a fiscalità, previdenza, il fondo fine carriera degli atleti e i debiti con i fornitori.
Il procedimento di liquidazione giudiziale, avviato a seguito di istanze di fallimento, vede al momento sei creditori formalmente costituiti (tutti procuratori). Tuttavia, l’attesa è per l’insinuazione di altri soggetti: si attendono in particolare altre richieste da parte di fornitori e dello staff medico del Siracusa.
L'eredità di una crisi annunciata
L'attuale scenario è il tragico epilogo di una stagione calcistica fallimentare, che ha visto la retrocessione del club di pari passo con la crisi societaria. Già nei mesi precedenti, il Siracusa era scivolato in una crisi "ancora più profonda", culminata con il fallimento della gestione del presidente Alessandro Ricci.










