A Milano, i soldi dell’eredità olimpica arrivano da una società con sede in Florida e che fa affari con le criptovalute. Il ceo è Marco Margiotta e ha da poco patteggiato con la procura della Figc un’inibizione di oltre cinque mesi per mancanza di trasparenza nei conti della Triestina calcio, acquisita lo scorso ottobre. Ora vuole tornare al ghiaccio, sua antica passione, e lo farà con una società sportiva nuova di zecca. Il link tra lui, la sua Hockey club Milano e le Olimpiadi appena concluse è la Milan Ice Fiera Arena, una struttura temporanea, con una data di scadenza fissata al 2030, che costerà cinque milioni di euro e che sarà finanziata dalla Fondazione Fiera Milano. Un grande club, costruito da zero, per un grande investimento, ancorché temporaneo. Il nuovo tempio del ghiaccio Si tratta di una tensostruttura da oltre 5mila metri quadrati e 4mila posti sugli spalti, che nasce dalla necessità di lasciare al capoluogo lombardo un palazzetto per l’hockey d’élite in eredità dai Giochi del 2026: infatti all’Unipol Dome del quartiere Santa Giulia, costruito in fretta e furia per la grande kermesse a cinque cerchi, il ghiaccio si è già sciolto e la struttura è stata convertita dal colosso tedesco Eventim a concerti e spettacoli. L’impianto di Rho sarà operativo a partire da ottobre 2026, giusto in tempo per l’avvio della prossima stagione sportiva. Durerà tre anni, il tempo necessario, almeno nei programmi dell’amministrazione milanese e della Federazione sport ghiaccio, di realizzare un palazzetto definitivo che diventi la nuova casa dell’hockey, sul quale, però, al momento, non esiste neanche un progetto preliminare o l’indicazione dell’area su cui sorgerà. Il tutto mentre il Pala Sharp, che doveva essere l’arena di seconda fascia per l’hockey femminile e para ice hockey, è uno scheletro senza corpo, bloccato da burocrazia, ricorsi e costi in continuo aumento, mentre i Milano Devils giocano il loro campionato a Madesimo. A 140 chilometri a nord del capoluogo. Una nuova società per un campionato internazionale Ma torniamo alla nascitura arena di Rho. Se questa, infatti, è approvata, finanziata e blindata dalla Fondazione Fiera Milano, ben più incerto è il futuro della società sportiva nata per gestire il nuovo tempio dell’hockey, con l’ambizione di portare nella città della finanza l’élite nazionale e internazionale di questa disciplina, attraverso la partecipazione all’Ice Hockey League, prestigioso campionato mitteleuropeo che raccoglie club austriaci, italiani, sloveni e ungheresi. Sull’ammissione di Milano alla competizione saranno gli stessi club a pronunciarsi il prossimo 1 giugno. Ed è proprio attorno a questo nuovo soggetto che c’è chi alza più di un sopracciglio: l’iscrizione al registro delle imprese è recente e risale al 9 aprile. Hockey e criptovalute Si tratta di una Ssd, una società di capitali che ha come socio principale la Dogecoin Ventures, con sede a Miami (Florida) e un business ben avviato nel mondo delle criptovalute. Il presidente è Christof Leitner, consigliere Marco Margiotta, nato a Toronto, cittadino canadese, con domicilio a Milano. Lo stesso domicilio della neonata società sportiva. Ma Margiotta è anche il ceo di House of Doge Inc., braccio commerciale della Dogecoin Foundation, società indagata dalla procura federale della Figc per non aver consegnato nei termini la documentazione richiesta dalla Commissione di controllo (Co.A.p.s.) sulle acquisizioni societarie che verifica la trasparenza sulle holding estere che immettono capitali in Italia. Il precedente della Triestina Calcio Sul progetto milanese pesa poi il precedente della Triestina calcio. A febbraio, la Guardia di Finanza ha perquisito la sede della società e le case di 15 persone nell’ambito di un’indagine della procura di Trieste. Le ipotesi di reato sono riciclaggio, falso in bilancio e fatture per operazioni inesistenti nel periodo 2022-2025. In quegli anni, il club è passato per tre proprietà diverse, l’ultima delle quali è House of Doge, legata alla Dogecoin Foundation di Margiotta, che si è detto estraneo alla vicenda. Gli investigatori si concentrano su 10 milioni di euro di finanziamenti pubblici ricevuti dal club e su circa 40 milioni transitati tramite banche statunitensi e canadesi. Malgrado questi flussi di denaro, la Triestina risulta gravata da 60 milioni di debiti. Ora Margiotta passerà dal calcio all’hockey su ghiaccio: in base al Codice di giustizia sportiva del Coni, la sanzione subita dalla Figc vale per tutte le federazioni affiliate, Fisg compresa, ma scadrà proprio in concomitanza con l’avvio del campionato a ottobre.
L’eredità olimpica arriva in crypto, dal patteggiamento con la Figc all’hockey: il caso Margiotta
Una società sportiva nuova di zecca, un palazzetto con scadenza al 2030. Il dopo Milano-Cortina affidato al proprietario della Triestina calcio









