A quattro giorni dal primo turno delle elezioni presidenziali colombiane, il quadro politico resta estremamente aperto. I principali istituti demoscopici del Paese - tra cui CNC, Atlas Intel e Guarumo & Ecoanalítica - convergono nel collocare in testa Iván Cepeda, senatore della sinistra e candidato del Pacto Histórico chiamato a raccogliere l’eredità politica del presidente Gustavo Petro.
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Il vantaggio di Cepeda sull’avvocato ultraconservatore Abelardo de la Espriella varia sensibilmente a seconda delle rilevazioni. Alcuni sondaggi, come quelli pubblicati da “Cambio” e “Semana”, mostrano un testa a testa quasi perfetto; altri, come “Caracol” ed “El Tiempo”, attribuiscono invece al candidato progressista un margine vicino ai dieci punti percentuali.
Ma il vero nodo potrebbe arrivare dopo il primo turno. Gli osservatori ritengono infatti che una parte consistente dell’elettorato conservatore possa convergere su De la Espriella in vista del ballottaggio. A pesare sarebbero soprattutto i voti di Paloma Valencia, esponente del Centro Democrático vicino all’ex presidente Álvaro Uribe, e quelli del centrista Sergio Fajardo.
Uno scenario che ricorda da vicino quanto accaduto recentemente in Cile. Anche lì, dopo un primo turno favorevole alla sinistra, le diverse anime conservatrici finirono per compattarsi attorno alla candidatura dell’ultradestra, consegnando la vittoria finale a José Antonio Kast e chiudendo l’esperienza progressista inaugurata da Gabriel Boric.












