La McLaren valuta per la prima volta l’ipotesi di costruire una propria power unit F1 se il prossimo regolamento motori sarà meno complesso e finanziariamente sostenibile. Zak Brown non chiude alla svolta, ma conferma la piena fiducia nella Mercedes.
La prossima rivoluzione tecnica della Formula 1 potrebbe cambiare anche l'identità della McLaren. La scuderia britannica, storicamente una delle grandi squadre del Mondiale ma mai costruttrice della propria power unit, non esclude infatti di fare un passo che finora non aveva mai compiuto: costruire internamente il motore.
A dirlo è stato Zak Brown, CEO della McLaren, nel pieno del dibattito sul futuro dei propulsori. La FIA, con Mohammed Ben Sulayem, continua a spingere per una nuova piattaforma tecnica dal 2030 o dal 2031: motori meno complessi, più leggeri, più rumorosi e con una quota elettrica ridotta rispetto alle attuali power unit ibride. E nelle ultime ore è arrivato anche l'avallo da parte del CEO della FOM, Stefano Domenicali ("Sui V8 sono d'accordo al 1000% con il presidente della Federazione Internazionale" ha infatti detto in un'intervista rilasciata a L'Equipe dopo il GP del Canada). L'idea di fondo è semplice: se il motore diventa meno costoso e meno difficile da progettare, anche realtà come McLaren potrebbero pensare di non acquistarlo più da un fornitore esterno. La condizione posta da Zak Brown per il motore McLaren Brown non ha chiuso la porta, ma ha messo un paletto molto chiaro: la sostenibilità economica. McLaren oggi monta power unit Mercedes e non ha alcuna intenzione di rompere un rapporto che funziona, anche perché l'accordo con la casa tedesca è valido fino al 2030.









