Una lettera di Re Carlo sul suo labrador Harvey è riemersa quarant'anni dopo essere stata scritta. La missiva, su carta intestata di Kensington Palace, faceva parte di un archivio venduto all'asta per 656 sterline da Chiswick Auctions di Londra. A riportarlo è il Telegraph.La storia di Harvey Harvey era il labrador che aveva accompagnato l'allora Principe di Galles nelle battute di pesca tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli Ottanta. Nel 1984 Carlo fu costretto a darlo in adozione: secondo quanto riportato dalla biografa Penny Junor nel libro del 2005 The Firm, Diana lo trovava insopportabile. «Arrivò persino a dare via il suo fedele vecchio Labrador Harvey perché Diana pensava che puzzasse», scrisse Junor.
Il cane fu affidato al tenente colonnello Phillip Creasy, responsabile finanziario della coppia reale, che accettò di prendersene cura. Un memorandum d'archivio dello stesso Creasy rivelò che Harvey si era ben adattato alla nuova casa, pur conservando la sua indole vivace: il documento faceva riferimento con umorismo alla sua tendenza a distruggere aiuole e orti di cavoli. Carlo rispose con altrettanta leggerezza: «Se davvero riuscite a sopportare le sue abitudini asociali, e vi prego di dirmi se vi mette a disagio, sono lieto che lo troviate un compagno divertente».Nel dicembre del 1987 Creasy decise di far sopprimere il cane, ormai anziano, e scrisse al principe per comunicarglielo. Carlo gli rispose definendo la notizia «tristissima» e aggiungendo: «Hai fatto assolutamente bene a prendere questa decisione, anche se è sempre una decisione disperata». Nella lettera il re ricordava Harvey come «un tipo splendido» e rievocava i tempi in cui erano entrambi più giovani: «Mi faceva ridere tantissimo con le sue buffonate». Poi ringraziava Creasy e sua moglie per la cura prestata all'animale: «Era un vecchio amico fedele e non posso ringraziarvi abbastanza per la vostra grande gentilezza nell'aver accettato di prendervi cura di lui e per avergli regalato una serena pensione lontano da quei canili umidi».Valentina Borghi, specialista di manoscritti presso Chiswick Auctions, ha commentato: «Re Carlo ha spesso parlato pubblicamente del suo affetto per gli animali e la natura. Questi oggetti dimostrano il suo sincero amore per il suo cane e rafforzano la sua consolidata immagine di amante degli animali».










