La principessa Diana è sempre stata un mistero racchiuso in un'anima complicata. Malinconica, umorale, mossa da un romanticismo disperato e forse priva di quel cinismo necessario per sopravvivere a corte e accettare i segreti dell'allora principe Carlo. Eppure, a decenni dalla sua tragica scomparsa a Parigi nel 1997, riemergono dal passato frammenti di carta che complicano e ridisegnano la sua sfaccettata personalità. L'ultimo clamoroso retroscena arriva da una lettera privata scritta su carta intestata con lo stemma reale, destinata a finire all'asta il prossimo luglio grazie alla casa d'aste Gorringe’s.
Quanto vale Come si legge sul sito della casa d’aste Corringe’s, il volore di questa letterasi aggira tra 4.000 e 6.000 sterline (4.616 -6.924 euro). La missiva, datata 27 settembre 1981, e resa pubblica dal Daily Mail, fa parte di una collezione di rari cimeli appartenuti a Katherine Hanbury, ex compagna di scuola che con Diana aveva condiviso gli anni alla West Heath Girls' School nel Kent tra il 1973 e il 1977. Ciò che rende straordinario questo documento di tre pagine — ribattezzato "The Honeymoon Letter" — è la totale e inconsapevole inversione di rotta rispetto a tutto ciò che Lady D avrebbe dichiarato, e odiato, negli anni successivi.La luna di miele da sogno e la "gioia" della Scozia Scritta dal castello di Balmoral a soli due mesi dal "matrimonio del secolo" seguito in tv da 750 milioni di persone, la lettera ci restituisce l'immagine di una ragazza di vent'anni con la testa ancora piena di sogni. Reduce dalla crociera sullo yacht reale Britannia tra l'Egitto e le isole greche, Diana descriveva la luna di miele all'amica come un'esperienza meravigliosa.«Abbiamo trascorso una luna di miele meravigliosa con un sole splendente e, per fortuna, un mare calmo», confidava Diana. «Ora siamo in Scozia fino alla fine di ottobre, il che è una vera gioia per noi: adoro stare all'aperto tutto il giorno e detesto Londra! È meraviglioso essere sposata, credo si possa dire così dopo due mesi!». A quel tempo, l'ex assistente d'asilo nido si sentiva quasi protetta dall'austera fortezza scozzese, descrivendo l'atmosfera di corte come un affascinante «giocare con gli adulti».Il paradosso delle illusioni perdute Per chiunque conosca il triste epilogo dei Principi del Galles, queste righe aprono un contrasto stridente. Negli anni della rottura, infatti, Diana indicò proprio l'isolamento di Balmoral, le sue rigide regole e la noiosa vita di campagna come i fattori scatenanti della sua insofferenza. Molte fonti dell'epoca attribuirono il naufragio del matrimonio proprio al disinteresse di Diana per la vita rurale e alla sua viscerale passione per la città. Ma nel settembre del 1981, la realtà era l'esatto opposto: era Londra a essere "detestata", mentre le brughiere scozzesi rappresentavano una "vera gioia". Tutte le speranze di quella giovane sposa, destinate a infrangersi poco dopo, sono rimaste intrappolate per quarant'anni nei cassetti dell'amica d'infanzia. Ora, quella mappa di sogni disillusi passerà nelle mani del miglior offerente durante l'asta estiva, offrendo ai collezionisti e agli appassionati di storia reale l'ennesimo, struggente capitolo della biografia della principessa più amata di sempre.








