Se non riuscite proprio a ricordarlo è perché non l’avete mai visto. Così funziona, quando qualcuno mantiene bene un segreto: non esiste per nessun altro e finisce perfino per essere dimenticato. Oggi, 1 luglio 2026, la principessa Diana avrebbe compiuto 65 anni, se non fosse scomparsa tragicamente a soli 36, a bordo di un’auto lanciata a velocità folle sotto il Ponte de l’Alma di Parigi. Mentre c’è chi prova a immaginare dove sarebbe, oggi, o perfino che aspetto avrebbe (grazie, AI), sorprende che ci sia ancora qualcosa di nuovo da sapere, sulla principessa più amata di sempre, incontrastata regina dei cuori.

La storia inizia in una sartoria di Brook Street, a Mayfair, nel 1981, e vede protagonista un capo che nessuno ha mai visto, tenuto “segreto” da chi l’ha disegnato e poi abbandonato, perfino dimenticato. Parliamo di Elizabeth e David Emanuel, che allora facevano coppia nel lavoro e nella professione; dopo aver studiato (assieme) al Royal College of Art avevano concentrato la loro creatività in un marchio amatissimo nel mondo dell’aristocrazia e delle celbrità. Vestivano Madonna, Joan Collins, Faye Dunaway, Jane Seymour, Elizabeth Taylor e la duchessa di Kent, ma è per via di un unico abito che sono passati alla Storia: quello commissionato dall’allora lady Diana Spencer per il suo matrimonio con il principe Carlo. Difficile non ricordarlo: vaporoso, simile a una grossa meringa dal tessuto cangiante, uscito tutto stropicciato dal viaggio in carrozza.