Le speranze e gli attriti familiari raccontati in tre missive scritte a mano dalla principessa del popolo

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Lady Diana ha lasciato ai posteri un’eredità preziosa. Non si tratta di gioielli, né di abiti, bensì di qualcosa di ancora più intimo e personale: le lettere che ha scritto a familiari e amici nell’arco della sua breve vita. Sono quei fogli la chiave per tentare di comprendere la personalità, i desideri e le paure della principessa. Negli ultimi giorni i tabloid hanno dato ampio spazio a tre missive in particolare, due delle quali verranno presto vendute all’asta, in cui Diana racconta particolari del suo matrimonio, ma soprattutto cosa pensava davvero dell’ormai famosa intervista concessa alla Bbc nel 1995.“La lettera della luna di miele”Il prossimo 7 luglio, riporta il Telegraph, la casa d’aste Gorringe metterà in vendita lettere e foto riguardanti Lady Diana, stimate tra i 5.400 dollari e gli 8.000 dollari. Tra queste vi è una missiva che Diana inviò a Katherine Hanbury, con la quale aveva frequentato la West Heath Girls’ School tra il 1973 e il 1977. “La lettera della luna di miele”, ribattezzata così proprio perché scritta durante il viaggio di nozze dei principi di Galles, per la precisione il 27 settembre 1981, svela dettagli sorprendenti sulla vita di Carlo e Diana: “È stata una luna di miele meravigliosa con un sole sempre splendente e mari fortunatamente calmi…Ora siamo in Scozia fino alla fine di ottobre, un grande piacere per noi. Adoro stare fuori tutto il giorno e odio Londra”. I principi, infatti, trascorsero i primi 12 giorni dell’agosto 1981 in crociera sul Royal Yacht Britannia, toccando diverse destinazioni tra l’Europa e il Nord Africa, poi si recarono a Balmoral, in Scozia.“Meraviglioso”Diana aggiunse: “È meraviglioso essere sposati. Penso che dopo due mesi si possa dire con sicurezza…”. Nella lettera la principessa fece intuire di non avere particolari problemi ad adattarsi ai ritmi e alle consuetudini di corte: “Si tratta di giocare con i grandi”, scrisse probabilmente in modo ironico, forse persino spensierato. Diana avrebbe messo in relazione la sua giovanissima età, appena vent’anni e il piccolo universo della corte, plasmato da regole secolari, portate avanti da persone che, al contrario della principessa, avevano più esperienza e una scarsa, quasi inesistente dose di ingenuità.La confessione e il braccialettoLa lettera, in qualche modo, demolisce tutto ciò che credevamo di sapere sulla fase iniziale del matrimonio tra Carlo e Diana. Le biografie raccontano di una principessa già amareggiata dal legame tra l’allora erede al trono e Camilla. Nel documentario “The Diana Interview. Revenge of a Princess” (2020), citato dal People, l’amica di Lady D, Penny Thornton, dichiarò che alla vigilia delle nozze, avvenute il 29 luglio 1981, il principe avrebbe rivelato alla futura sposa di non amarla. In più proprio Diana raccontò al biografo Andrew Morton (autore del discusso memoir “Diana. La Sua Vera Storia”, del 1992) di aver trovato per caso, due giorni prima delle nozze, un bracciale su cui erano incise le iniziali “G” e “F”, cioè “Gladys” e “Fred”, i nomignoli che Carlo e Camilla si sarebbero dati nei primi tempi della loro storia d’amore.Balmoral e i gemelli con la doppia “C”Esquire ricorda anche che durante il soggiorno a Balmoral Carlo avrebbe indossato due gemelli decorati con una doppia “C”, regalo di Camilla. Questa storia, chiarisce la rivista, venne confermata da Lady Diana in un video trasmesso vent’anni dopo la sua morte, nel documentario di Channel 4 “Diana In Her Own Words”. Nella lettera alla Hanbury, poi, la principessa scrisse di amare la vita all’aperto in Scozia: stando a quanto dichiarato dall’ex maggiordomo Paul Burrell a Marie Claire US nel luglio 2025, però, la principessa avrebbe definito “soffocante” l’atmosfera della tenuta e considerato la stessa Balmoral un “mondo arcaico”, bloccato in un tempo che non esisteva più. Stando a quanto riferito da Burrell fin dall’inizio del suo matrimonio Lady D avrebbe accettato di trascorrere le vacanze nella dimora scozzese solo per “far piacere a Carlo”. Inoltre i biografi reali sostengono che durante la luna di miele la principessa avrebbe faticato non poco per ottenere l’attenzione del marito, a quanto pare più interessato alla lettura e alla pittura.Dov’è la verità?Nella lettera all’amica d’infanzia Lady Diana disse la verità, oppure cercò di addolcire la realtà, magari sperando che le cose potessero cambiare in meglio? Gli aneddoti relativi alle difficoltà che avrebbero ostacolato l’unione dei principi già prima del royal wedding furono superate, almeno per un breve periodo, tanto da giustificare l’apparente entusiasmo mostrato da Diana nella lettera? Forse non lo sapremo mai.Garden HouseNegli ultimi giorni l’attenzione mediatica è stata catturata anche da una seconda lettera scritta da Diana ma, al contrario di quella indirizzata a Katherine Hanbury, ben nota al pubblico grazie al libro “A Royal Duty” (2003), di Paul Burrell. Nel volume, citato da Yahoo Entertainment, l’ex maggiordomo sostiene che dopo la separazione dall’allora principe Carlo Lady Diana avrebbe voluto affittare una casa in campagna dove trascorrere i fine settimana estivi. In un primo momento il fratello della principessa, Charles Spencer, le avrebbe offerto Garden House, una piccola residenza situata ad Althorp, la tenuta di famiglia. Due settimane dopo, però, il conte Spencer ci avrebbe ripensato, affidando a una lettera indirizzata a Diana i motivi del suo gesto: “Mi dispiace, ma ho deciso che il trasferimento a Garden House non è più possibile. Ci sono molte ragioni, la maggior parte delle quali include le inevitabili interferenze della polizia e della stampa”. Infine, rammaricato, avrebbe proseguito: “So che sto facendo la cosa giusta per mia moglie e i miei figli. Mi dispiace di non poter aiutare mia sorella!”.La lettera mai apertaSecondo quanto riportato da Burrell Charles Spencer avrebbe dato in affitto Garden House a un suo collaboratore. Diana, racconta l’ex maggiordomo nel libro, “lesse e rilesse quella lettera, stupita dal voltafaccia. ‘Come può farmi questo?’, disse furiosa, per poi scoppiare a piangere”. Sembra che alcuni giorni dopo Charles Spencer abbia telefonato alla sorella per chiarire la situazione, ma Diana, ancora delusa e adirata, “gli sbatté il telefono in faccia. ‘Non riesco a sopportare di sentire la sua voce’, disse”. Subito dopo la principessa avrebbe “riversato la sua rabbia sulla sua carta da lettere intestata, dal bordo rosso, dicendo al conte esattamente cosa pensava di lui come fratello e quanto si sentisse ferita”. Charles, però, avrebbe rispedito la lettera al mittente, allegando un biglietto: “Conoscendo lo stato in cui eri l’altra sera, quando mi hai riattaccato il telefono in faccia, non so se leggere [la tua lettera] sarà di aiuto al nostro rapporto. Quindi te la rimando, senza averla aperta, perché è il modo più rapido per ricostruire la nostra amicizia”.La terza missivaIl prossimo 9 giugno, segnala il People, la casa d’aste Reeman Dansie’s “Royalty, Antiques & Fine Art” metterà in vendita una lettera scritta a mano da Diana e indirizzata a un fan, Michael Barratt. Quest’ultimo, infatti, aveva inviato un messaggio alla principessa per dimostrarle il suo sostegno dopo la celebre intervista a Panorama, Bbc, del 20 novembre 1995. Diana, a sorpresa, lo ringraziò con una missiva di due pagine, datata 27 novembre 1995, in cui scrisse “quanto fosse colpita dal contenuto [del messaggio] e dalle parole profonde [di Barratt] e in particolare si identifica nei suoi sentimenti di conoscenza di sé e capacità di andare avanti nella vita”, fanno sapere dalla casa d’aste.Per William e HarryLa parte più interessante della lettera, stimata tra i 4.040 e i 5.385 dollari, è quella in cui la principessa “spera che l’intervista a Panorama possa aiutare altre donne in difficoltà simili”, spiegano ancora alla Reeman Dansie e, in qualche modo, essere d’ispirazione anche per i suoi figli. Diana non avrebbe dimenticato, né sottovalutato l’impatto che le sue rivelazioni alla Bbc avevano avuto sui giovani principi. Non avrebbe trascurato il loro dolore, ma nello stesso tempo sottolineava di “non vedere l’ora di insegnare a William e a Harry l’importanza di una comunicazione a un livello più profondo”. Le buone intenzioni di Diana evidenziano ancora meglio i contorni dell’infimo inganno con cui venne ottenuta l’intervista.