I loro lavori sono stati valutati, tramite Peer review, da 723 esperti dei Gev (Gruppi di Esperti della Valutazione) e degli oltre 6mila revisori esterni. I risultati, in linea con le precedenti Vqr, si basano su un indice (R) con un valore medio di 1. Le università con punteggi superiori, dunque, si piazzano al di sopra. Ad esempio: un ateneo con R = 1,10 ha una performance circa del 10% superiore alla media del proprio settore. Dei vari indicatori utilizzati in questa sede ci limitiamo al cosiddetto “R 1_2”, solo qualitativo, che somma i risultati dei ricercatori strutturati più i nuovi assunti.Milano in testa per le Scienze economichePassando ai risultati partiamo dalle Scienze economiche e statistiche (area 13a). Tra gli atenei statali il valore più alto arriva infatti da Milano Statale con 1,16, seguita da Venezia Ca’ Foscari (1,11), Padova e Torino (entrambe a 1,09). Ma il risultato più elevato dell’intera area appartiene alla Bocconi, che tra le università non statali raggiunge quota 1,28. Sopra la media anche la Luiss di Roma (1,25) e l’università di Bolzano (1,17).Se invece si guarda alle Scienze economico-aziendali (13b), cambia la geografia dei risultati. Tra le statali primeggiano Bergamo (1,10), Firenze e Messina (1,09), mentre nel settore privato il primato va alla Luiss con 1,16, davanti alla Bocconi (1,10).Milano anche per le Scienze medicheNelle Scienze mediche (area 6), tra le statali, ritorna il primato della Statale di Milano (1,11), seguita da Padova (1,10) e Firenze (1,07). Ancora più alti i risultati di alcune università private specializzate: Humanitas e San Raffaele, sempre nel capoluogo meneghino, raggiungono entrambe quota 1,12, mentre Bolzano arriva addirittura a 1,36.Nelle Scienze biologiche (area 5) il valore più elevato tra le statali è invece quello di Torino (1,13), davanti a Padova (1,10). Ma anche in questo caso spiccano le private milanesi: Humanitas raggiunge 1,26 e il San Raffaele 1,07.