L'Agesci ricorda che questa riflessione era cominciata con il consiglio generale del 2022 quando venne affidato all'associazione "il mandato di avviare percorsi capaci di creare spazi e occasioni di ascolto rivolti alle persone Lgbtqia+ - capi, capo, ragazzi e ragazze, presenti o già usciti dall'Associazione - così come alle Comunità capi, alle famiglie, alle Zone e alle Regioni, raccogliendo da tutte le parti riflessioni e testimonianze". "In coerenza con il nostro stile scout - si legge ancora nel documento -, questo cammino è iniziato dall'ascolto delle persone che vivono quotidianamente la vita associativa, riconoscendo nei loro vissuti un punto di partenza imprescindibile. Le testimonianze raccolte hanno evidenziato una grande varietà di esperienze nei territori: accanto a percorsi di inclusione, in cui le Comunità capi hanno saputo valorizzare la diversità e creare ambienti sereni e trasparenti, sono emerse anche storie di sofferenza, silenzi e allontanamenti dovuti a pregiudizi, mancanza di strumenti o linguaggi non rispettosi".