L'attore: "Sputate a chi chiede due Stati". Relatrice choc sul 7 ottobre. La protesta
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Lo sciopero, la firme per le sanzioni e per la rottura degli accordi. La campagna contro Israele non conosce sosta. E l'Italia è il quartier generale di questa mobilitazione per il boicottaggio. Stasera alle 21 parte lo sciopero generale proclamato da Cub e altri sindacati di base, poco rappresentativi ma in grado di creare non pochi disagi nel trasporto aereo, ferroviario, marittimo all'inizio di un lungo ponte - il più importante della stagione - in cui tanti partiranno. Immaginifica la piattaforma. E le solite sigle del mondo pro Pal rilanciano la protesta nella speranza di bloccare tutto, propongono un "embargo", e denunciano quello che definiscono il "Made in Italy per l'industria del genocidio".Intanto dall'Italia arriva un quarto delle firme (oltre un milione, ma raccolte on line) di "Justice for Palestine", campagna per chiedere all'Europa la "sospensione totale dell'accordo di associazione Ue-Israele". L'iniziativa, patrocinata e finanziata con fondi dell'Europarlamento, è promossa dall'alleanza della sinistra oltranzista di cui fa parte anche Avs. E ieri la "Città dell'altra economia" di Roma ha ospitato l'evento promozionale della raccolta firme.Autocompiacimento a fiumi, poesia e retorica del "resistere". L'accordo con Israele è stato definito "indegno", "uno scempio". "L'Italia smetta di opporsi" l'appello video di Francesca Albanese (foto) che a Milano (presentando il suo libro) ha fatto in tempo a (ri)dire la sua 7 ottobre: "Non c'è dubbio che siano stati commessi atti di terrorismo, ma il problema non è questo, ma cosa ha generato quella violenza". "Non è vero che è stato l'odio nei confronti degli ebrei - ha affermato la relatrice Onu - È una balla, è un'altra narrazione facile per continuare a discriminare i palestinesi". Altra gaffe? No, è ciò che pensa. "Quell'attacco violento - ha proseguito - c'è stato nel momento in cui la Palestina era sparita dalle mappe. Ed è chiaro che non si giustifica la violenza, la violenza si condanna in tutte le sue forme, in tutti i suoi modi, però quella violenza è anche il prodotto dell'impunità che è stata garantita a Israele".A Roma intanto interveniva Rima Hassan, europarlamentare di "France Insoumise", già indagata a Parigi con l'accusa di apologia del terrorismo per aver citato in un post - poi rimosso - uno degli autori dell'attentato del '72 all'aeroporto di Tel Aviv. Moni Ovadia ha auspicato un processo per crimini contro l'umanità contro il governo italiano, "complice al 100%". E ha definito "una truffa" l'idea dei due popoli due Stati, invitando a "sputare in faccia" a chi lo propone (da notare, lo fa pure il Pd). "C'è una sola soluzione - ha ammonito - uno Stato per tutti, laico e democratico" in Palestina. Un intervento considerato, sul palco, indice di "carica" ed "energia", "ammirevole".








