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Mercoledì è stato segnalato il tredicesimo caso di contagio da hantavirus: è un passeggero spagnolo della nave Hondius, che era in quarantena. Le persone morte dall’inizio del focolaio sono tre, tutti passeggeri della nave. Non ce ne sono state di nuove dal 2 maggio, quando il caso divenne una notizia di rilevanza internazionale. Anche la situazione dei contagi rimane sotto controllo: l’Organizzazione mondiale della sanità l’ha definita «stabile». La malattia ha un tempo di incubazione di sei-otto settimane e il nuovo caso segnalato è il risultato di un contagio avvenuto sulla nave. Al momento non sono stati segnalati contagi successivi.
La Hondius era partita il primo aprile da Ushuaia, nell’estremo sud dell’Argentina, con circa 150 persone a bordo. Dieci giorni dopo un passeggero dei Paesi Bassi morì a causa di problemi respiratori e il 24 aprile il suo corpo fu trasportato in aereo dall’isola di Sant’Elena a Johannesburg (Sudafrica) scortato dalla moglie, che a sua volta morì due giorni dopo in ospedale.
Il 27 aprile una terza persona malata fu trasportata dalla nave a Johannesburg, dove le fu diagnosticata un’infezione da hantavirus. La notizia iniziò a circolare, col sospetto che a bordo della Hondius potessero esserci altre persone contagiate. Il 2 maggio una terza persona morì a bordo della nave, che il giorno dopo arrivò a Capo Verde, al largo dell’Africa. Il 6 maggio tre persone furono fatte scendere dalla nave a causa di sintomi riconducibili a un’infezione da hantavirus. Intanto emerse che nelle tappe intermedie della crociera, effettuate nelle settimane precedenti, erano sbarcate più di 20 persone poi tornate nei loro paesi di origine.






